Il significato del digiuno e l’astinenza

Con l’inizio della Quaresima, noi cristiani siamo tenuti ad osservare un cammino penitenziale che si può anche manifestare nella pratica del digiuno e dell’astinenza nei giorni del Mercoledì delle Ceneri, di ogni Venerdì di Quaresima e del Venerdì e Sabato Santo.

 

Ricordiamo il senso dell’astinenza: si attua nel non mangiare carne al venerdì. La carne è sempre stato l’alimento base e rinunciarvi significava tralasciare un cibo sostanzioso. Oggi non fa più problema farne a meno ed è facile trovare alternative per sostituirla nell’alimentazione. L’astinenza rimane un segno che ci ricorda il cammino spirituale della Quaresima, oltre che sviluppare il senso di appartenenza alla Chiesa.

Ricordiamo il senso del digiuno: un pasto normale a pranzo, mentre si limita il cibo o ci si astiene al mattino e alla sera. Il digiuno è il segno di una volontà forte, capace di dominare la formza della fame per poter poi sostenere il dominio di sè nel vincere ogni forma di male. L’attrattiva del cibo deve diventare occasione per pensare che “non di solo pane vive l’uomo”.

 

Attenzione! La Chiesa chiede l’impegno in questa pratica penitenziale ai fedeli che vanno dai 16 ai 65 anni di età. Rinunciare al cibo se in presenza di prescrizioni mediche o necessità fisiche non è amore nè verso Dio nè verso se stesso.

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